Phygital

La comunicazione ai tempi del Covid-19… e oltre! Cogliere le opportunità per essere più efficaci.

By 19 Maggio 2020 Giugno 12th, 2020 No Comments

di Fabio Cappelletto

1. Una piccola rivoluzione nella comunicazione

Anche nel mondo lavorativo in questo periodo abbiamo messo in atto una piccola rivoluzione per adattare il nostro modo di lavorare. Abbiamo trovato nuove prassi e nuovi strumenti che ottimizzano l’organizzazione e l’operatività. Anche noi di didardo abbiamo intrapreso questo processo e pensiamo sia interessante condividere con voi la nostra esperienza.

Il periodo di crisi finirà, ma ciò che stiamo mettendo in atto oggi continuerà ad esserci utile. Ecco perché è necessario un approccio a lungo termine: come ci saranno utili i nuovi metodi e strumenti implementati a lavoro anche dopo l’emergenza Covid-19?

Vedi la crisi come un’opportunità” recitava un vecchio adagio: se i nuovi metodi e i nuovi strumenti ci aiutano in un periodo di crisi, perché non dovrebbero farlo in tempi di normalità?

2. Come comunicare con clienti e potenziali tali

Qual è la “rivoluzione” più grossa che avete fatto nell’approccio con i vostri clienti?

Comunicare è importante e noi consigliamo un metodo e uno strumento su tutti, per aiutarci a mantenere tutto nella giusta direzione.

Il metodo è il funnel.

Non so dove e quando il cliente entrerà in contatto con me, per questo creo degli imbuti (dall’inglese funnel) di comunicazione, per attrarlo prima, generare una conversione dopo, e una fidelizzazione dopo ancora.

All’interno del funnel vado a inserire tutta una serie di canali e azioni che individuo a seconda degli obiettivi della strategia di comunicazione. In un mondo phygital come il nostro, ci troveremo a scegliere tra:

  • supporti fisici (brochure, cartelloni etc.)
  • pubblicità radiofonica/televisiva
  • piani editoriali, con annessa attività su social, blog etc.
  • pubblicità digitale (es. Google Ads)
  • email marketing, tra cui le newsletter
  • sito web, landing page.

Ok, ma quali messaggi trasmettere?

In tempo di Covid-19 è ancora più importante far sapere ai clienti che noi ci siamo, e siamo pronti ad aiutarli nonostante le difficoltà. Due importanti esempi:

  • se siamo un’azienda B2C, comunicherò ai miei clienti come possiamo tenerci in contatto, fornirò loro dei piccoli tutorial per sopravvivere senza i miei prodotti/servizi (pensiamo soprattutto a quanti piccoli negozi si stanno digitalizzando in questo periodo in tal senso);
  • se siamo un’azienda B2B aiuterò i rivenditori dei miei prodotti a individuare le corrette prassi per mantenere il rapporto con i clienti finali.

Lo strumento è il piano editoriale.

Grazie a esso, i nostri messaggi avranno un calendario d’uscita definito, la corretta collocazione tra i supporti (blog, Facebook, Linkedin, Instagram, newsletter, altri canali…) e, a seconda del supporto, la forma più idonea (“medium is message”).

Definiti target e obiettivi, il piano editoriale è un alleato della nostra strategia di comunicazione. In questo è merito anche dei filoni editoriali a cui saranno ricondotti i nostri singoli messaggi, filoni che possiamo suddividere in tre macro aree:

  • informativi: articoli/post che spiegano un tema su cui la vostra azienda è autorevole
  • emozionali/ludici: post/immagini che regalano un’emozione o un momento di svago agli utenti (es. un meme o un piccolo quiz)
  • di spinta commerciale: messaggi esplicitamente dedicati alla promozione di un vostro prodotto/servizio o di una promozione collegata a esso.

3. Come comunicare dentro l’azienda

Il remote working è il fulcro della nuova organizzazione. A livello organizzativo è fondamentale allora prevedere dei momenti specifici da condividere con i vari membri dello staff:

  • brevi incontri di allineamento (15-20 minuti in apertura di giornata e/o a metà e/o al termine);
  • sessioni dedicate per specifici progetti: non lasciate che gli incontri di allineamento diventino riunioni da dedicare a un problema o un progetto, bensì individuate momenti specifici con i membri dello staff che è necessario coinvolgere;
  • telefonate “extra”: concordate preventivamente i momenti.

È giusto fare un cenno alla sicurezza anche (e soprattutto) se si lavora da casa, in particolare se la vostra azienda è dotata di un sistema cloud: ognuno usi password difficili, le cambi periodicamente, non lasci i file sul proprio pc ma li carichi nel cloud aziendale non appena non gli servono più.

Quali strumenti dunque? Ne citiamo tre su tutti:

  • Skype o Zoom per le chiamate e videoriunioni
  • Slack per la messaggistica “veloce” (dimenticate Whatsapp) suddividendo i messaggi per progetti, con possibilità inoltre di scambiarsi file, appuntamenti di calendar etc.
  • Miro per avere una preziosa bacheca virtuale condivisa per i brainstorming: i post-it, che soprattutto per noi di didardo sono fondamentali, sono trasferiti lì!

4. Tre conclusioni trasversali

A conclusione di questo articolo, vi lasciamo con 3 appunti chiave:

  1. Pensate a lungo termine nella riorganizzazione del vostro modo di comunicare.
  2. Scegliete strumenti usabili e che non vengano “scartati” al termine di questa fase.
  3. Anche se la vostra attività si è ristretta, non abbandonate mai i vostri contatti.