Il progetto Pari Patto non ha un solo cliente, ma una coalizione di partner lungimiranti uniti per ridefinire le pari opportunità nel tessuto territoriale:
• t2i trasferimento tecnologico – Camera di commercio Verona
• Unionservices – Società di servizi di Confcommercio Verona
• Lavoro e Società – Agenzia Sociale consortile no-profit
• CIM&FORM – Società di formazione di Confindustria Verona
A guidare il processo di co-progettazione strategica e facilitazione del team, figura l’esperienza di Chiara Danese. Una squadra d’eccellenza per una trasformazione radicale.
La vera sfida non era l’ennesimo protocollo di facciata, ma innescare un terremoto culturale sul tema delle pari opportunità. L’obiettivo era ambizioso: superare la mera conformità normativa e portare l’impegno all’azione concreta.
Abbiamo dovuto architettare una metodologia per trasformare l’intenzione in micro-azioni misurabili, rendendo ogni azienda non solo un’aderente passiva, ma un agente di cambiamento attivo.
Lo strumento? Il Design Thinking, applicato per creare un protocollo di rete dinamico e non un documento statico. L’obiettivo era chiaro: trasformare un obbligo etico in un’opportunità di crescita reale.
È nato “Pari Patto”: un framework di rete che è la prova che la trasformazione culturale è possibile. Non è un decreto, ma un impegno operativo al miglioramento continuo.
Ogni organizzazione che entra in Pari Patto sottoscrive una promessa di azione: si impegna a presentare e realizzare una propria, specifica micro-azione a favore dell’uguaglianza di genere. Questo meccanismo garantisce la massima accessibilità e il coinvolgimento attivo.
Pari Patto è un work in progress: progettato per evolvere con i suoi aderenti, è uno strumento vivo che incoraggia l’adozione diffusa e la contribuzione costante. Abbiamo creato un catalizzatore per ambienti di lavoro più equi e produttivi.
Per maggiori dettagli, puoi consultare l’articolo originale: Protocollo Pari Opportunità.