In didardo abbiamo una grande passione: i bias cognitivi.
Sì, quelle scorciatoie mentali che il cervello usa quando ha fretta… cioè sempre.
E ci piacciono un sacco. Non perché siano utili ma perché raccontano molto di noi, delle aziende e delle decisioni che prendiamo ogni giorno, convinti di essere razionali come Excel (non ce l’abbiamo con gli ingegneri!).
COS’È IL BIAS COGNITIVO?
Il bias cognitivo è la scorciatoia che il cervello usa per decidere in fretta… ma non sempre decide bene.
Un po’ come mettere il pilota automatico… con il volante leggermente storto.
Un bias cognitivo è una distorsione del modo in cui percepiamo, interpretiamo e ricordiamo le informazioni.
In azienda significa, per esempio, innamorarsi della prima idea “che suona bene”, leggere i dati come conferma di ciò che pensiamo già o sovrastimare l’opinione di chi parla più forte in riunione.
I bias cognitivi non sono difetti individuali: sono meccanismi umani che impattano nel nostro vivere quotidiano.
PERCHÉ È IMPORTANTE CONOSCERLI
Nel nostro lavoro di facilitazione con il design thinking, nei progetti di comunicazione e nella formazione, riconoscere e comprendere i bias cognitivi è un ottimo punto di partenza per prendere decisioni più informate e obiettive. Nei nostri progetti consideriamo i bias cognitivi come se fossero una lente d’ingrandimento: questo ci aiuta a progettare con più consapevolezza.
_ Nei nostri percorsi di facilitazione con il design thinking facciamo molta attenzione a riconoscere e mitigare i bias cognitivi. Questo ci permette di far emergere i punti ciechi dei team e a ripensare problemi e soluzioni possibilmente in modo più oggettivo. Li teniamo d’occhio come si fa con i gatti curiosi: se non li controlli, ti ribaltano il vaso.
_ Nei progetti di comunicazione e marketing, invece, i bias diventano dei superpoteri: sapere dove si nascondono ci permette di creare messaggi più chiari, più onesti e soprattutto più efficaci.
_ Nella formazione i bias diventano strumenti per far scoprire alle persone come pensano, perché decidono così e in che modo sbagliano (spoiler: tutti, sempre, meravigliosamente).
LA NOSTRA MAPPATURA
Abbiamo pensato di organizzare i bias per aree, quelli che secondo noi possono essere più rilevanti in azienda, organizzati per ambiti di applicazione:
- nelle decisioni strategiche
- nell’innovazione e sviluppo nuovi servizi
- nel marketing e nella comunicazione
- nel lavoro di team e nella gestione dei conflitti
Non è un elenco teorico, ma uno strumento per riconoscere dove i bias entrano nelle scelte di tutti i giorni e come il design thinking può aiutare a renderle più lucide e consapevoli.
IN CONCLUSIONE: PERCHÉ DOVRESTI DAVVERO CONOSCERLI
Perché i bias non smettono di agire solo perché fai finta che non esistano.
Conoscerli significa prendere decisioni più chiare, più oneste e più intelligenti.
Significa progettare meglio. Comunicare meglio. Fare marketing meglio.
E lavorare nei team senza inciampare sempre negli stessi errori.
Ti va di scoprire quali bias stanno influenzando la tua azienda (e come trasformarli in alleati)?
Parliamone: ti mostriamo la nostra mappatura e come usarla nei tuoi progetti.
Scrivi a scrivi@didardo.com


