Convegni

Global Summit 2020, com’è andata.

By 27 Febbraio 2020 13 Marzo, 2020 No Comments

Il 19 e 20 febbraio eravamo a Lazise impegnati a far conoscere il nostro approccio durante il Global Summit Marketing & digital. Molti marketing manager seduti allo stand con noi alla domanda “cosa vorresti migliorare nella tua azienda?” sono andati dritti al punto ponendo l’attenzione su:

– investimenti di tempo e denaro in progetti “vaghi”
– mancanza di processi e strumenti per condividere le informazioni
– obiettivi definiti in modo superficiale

E l’immancabile sensazione di correre in circolo per fare-fare-fare.

Risposte che ci stimolavano ad andare oltre, una seconda domanda, poi una terza a cui seguivano confronti tra Chiara, Daniele, Laura e Paolo. Conclusione: qualcosa si sta muovendo. In questo momento storico di estrema incertezza e giorni complicati, stiamo riflettendo su quanto è importante trasformare quel “movimento” in valore reale e tangibile. Adesso più che mai è tempo di design, di attivarci per progettare in team con e per le persone.

Bellissimo! Ma un workshop con i post-it nell’azienda in cui lavoro sembrerebbe una perdita di tempo – faccia triste – i responsabili sono all’antica, vogliono solo numeri e risultati.”

Non è facile. Siamo consapevoli della diffidenza. Entrare in sintonia, coinvolgere, analizzare, prototipare e testare richiede tempo e un lungo lavoro di consulenza. L’azienda va accompagnata nel percorso di digital transformation, è fondamentale preparare una strategia predittiva per trasformare le naturali reticenze verso la user adoption, cruciale per la riuscita di ogni progetto, in consapevolezza. Nel progettare l’ecosistema phygital più adatto all’azienda, ci basiamo su analisi – erroneamente divise in quantitative (dati) e qualitative (design) – per innovare, unendo business, benessere delle persone, tecnologie e mondo digitale.

Torniamo ai due giorni di fiera. Giovedì 20 febbraio Chiara – che ci piace definire come il cuore pulsante di didardo e che in quell’occasione ha sconfitto l’influenza e coinvolto tutti i presenti nel lancio dei post-it – ha raccontato il nostro lavoro durante lo speech “Prendiamoci del tempo per innovare: da digital a phygital, il caso OpenSymbol”. Una panoramica di mezz’ora sul valore del design nell’ecosistema phygital attraverso il caso studio di OpenSymbol. 

Siamo tornati al lavoro con una certezza: le aziende hanno voglia di novità, di cambiare ed evolvere. Prendiamo posizione e lo diciamo a gran voce, serve una sensibilità nuova. È tempo di design.


Questa esperienza è stata possibile grazie all’energia di tutto il team. Chiara, Laura che si è buttata e messa in gioco tantissimo, Paolo, consulente Lean e voce di Chiara quando l’influenza non le lasciava scampo. E poi Daniele, l’ingegnere-designer atipico, pure lui cuore pulsante di didardo, Fabio e Maria che da dietro le quinte con il loro contribuito hanno reso possibile tutto ciò. Nadia che ci ha aiutato con i comunicati stampa. E infine Giulia, assente fisicamente in quei due giorni, ma presente fin dall’inizio dell’avventura di didardo in tutti i contenuti, incluse le bellissime slides.

Grazie all’organizzazione del Global Summit, soprattutto a Marco Sandrone per la professionalità e la qualità dell’evento. E grazie a voi per aver reso questa esperienza bellissima!

#ètempodidesign
Grazie, team didardo.